... Non Solo Cromopuntura

venerdì 21 ottobre 2016

Guarigione a distanza

Qualsiasi cosa siate in grado di fare di persona, con la guarigione di contatto, potete ripeterlo anche a distanza. Non importa quale sia la distanza, che può variare da qualche millimetro a migliaia di chilometri. Dopotutto, non stiamo lavorando con il corpo fisico, ma con la coscienza, che non ha limiti di tempo né di spazio.

È sempre la coscienza che vedete e guarite, sia che lavoriate con la Luce Bianca, con i chakra o con le forme pensiero. Lavorate con quello che il soggetto prova nella sua coscienza, con l’intento di riportare la coscienza del soggetto all’esperienza dell’interezza o del benessere. Naturalmente sappiamo che, quando questo accade, il corpo fisico può, a sua volta, trovare un equilibrio con la nuova configurazione di energia creata nella guarigione.,

Se ci sono dei motivi per non toccare il soggetto, come una credenza filosofica o religiosa, il guaritore può seguire lo stesso metodo adottato nella guarigione di contatto ma senza toccare il corpo, lavorando a distanza di qualche millimetro o centimetro.

Anche se sappiamo che il contatto fisico permette di accedere a ulteriori livelli di comunicazione e ha dei vantaggi, ad esempio quello di rassicurare il soggetto, dobbiamo però anche riconoscere che, a volte, può essere percepito come invadente e come una violazione dei limiti della persona. Allora dobbiamo decidere che la guarigione fatta in un altro modo avrà comunque la massima efficacia, e che avremo tutti gli strumenti necessari per lavorare e creare una guarigione perfetta, e dunque sarà così.

Perfino lavorando a distanza di pochi millimetri o centimetri dal soggetto seduto su una sedia, vedremo tutto quello che avremmo visto se lo avessimo toccato, e avremo semplicemente un diverso senso del contatto.

Poiché lavoriamo con la coscienza e non con il corpo fisico, siamo capaci di fare lo stesso anche quando il soggetto non è fisicamente seduto sulla sedia. Possiamo lavorare con una sedia vuota, immaginando che il soggetto vi sia seduto, e vedere e sentire ogni particolare proprio come se il soggetto fosse presente, e come se lavorassimo a una distanza di pochi centimetri dal suo corpo, senza toccarlo.

In ogni caso, il guaritore deve cominciare con la posizione base standard di inizio guarigione, sentendo l’energia nelle mani, decidendo che è Luce Bianca e posando le mani sopra il punto in cui dovrebbero esserci le spalle del soggetto, e immaginare di riempirlo di Luce Bianca. Anche se il soggetto non è presente, il guaritore vedrà le stesse immagini nella sua coscienza, perché comunque sta lavorando con la coscienza.


Per ottimizzare l’interazione può far sapere al soggetto quando farà la guarigione, in modo che egli possa rimanere consapevolmente aperto per riceverla in quel preciso momento. Se non lo fa, la guarigione ha comunque luogo a livello dell’etere, dove rimane finché il soggetto non è aperto a riceverne gli effetti benefici, e a quel punto, generalmente durante il sonno, gli effetti della guarigione si possono manifestare.

Naturalmente è sempre d’aiuto offrire al soggetto il feedback su quello che è stato visto e fatto e su ciò che tali immagini e azioni significano per il guaritore, in modo che il soggetto si possa orientare più facilmente verso la nuova coscienza nella quale sperimenterà l’interezza.

Così come il guaritore può lavorare a distanza con la Luce Bianca, può usare le forme pensiero e i chakra, sempre immaginando che il soggetto sia seduto su una sedia, fisicamente vuota, davanti a lui. All’inizio gli può sembrare un po’ strano lavorare in questo modo, ma appena sente l’energia muoversi, vede il sistema energetico del soggetto e riconosce la validità del feedback, capisce che la sua efficacia non diminuisce con la distanza. Allo stesso modo, saprà che può guarire chiunque al mondo, dovunque si trovi, in qualsiasi momento.

Tuttavia, alcuni guaritori trovano più comodo lavorare a distanza con l’aiuto di un sostituto sulla sedia. Questo significa che qualcuno acconsente a prendere il posto del soggetto che dev’essere guarito, ma il guaritore vedrà comunque il sistema energetico della persona da guarire, non quello del sostituto.

Poi il sostituto, anche se non sa quello che deve essere guarito nel vero soggetto, può dare al guaritore un feedback su quello che ha provato durante la guarigione. Può aver sentito qualcosa nel corpo, collegato ai sintomi guariti, o aver visto delle immagini che il guaritore è capace di mettere in relazione con quanto è stato guarito.

Anche se normalmente ciò si verifica in modo consapevole, a volte accade spontaneamente, senza che il guaritore lo sappia, finché non si rende conto che il sistema energetico che ha visto e col quale stava lavorando non ha alcun rapporto con la persona sulla sedia. Tutto quello che ha visto è corretto, anche se il soggetto non ha trovato alcuna connessione col feedback. È come se il soggetto sulla sedia avesse acconsentito a trovarsi lì «nello spirito» per permettere la guarigione e ne avesse comunque ricevuto beneficio.

Potrebbe anche trattarsi della coscienza di qualcuno che fa parte della vita del soggetto, come la madre o un familiare, che ha bisogno di una guarigione e per il quale il soggetto è preoccupato. Quindi, uno degli effetti della guarigione a distanza che si verifica attraverso il soggetto consiste nel fargli scomparire l’ansia. La guarigione ha molte forme.

Poiché tutte le guarigioni descritte finora implicano un senso di connessione tra il guaritore e il soggetto, si può dire che sono possibili anche altre forme di guarigione, se si ha lo stesso tipo di connessione. Pertanto, mettendosi in contatto con la coscienza di qualcuno attraverso la sua voce al telefono, lo si può guarire parlandogli. Oppure, il guaritore immagina di lavorare sia con la Luce Bianca sia con i chakra e le forme pensiero e, allo stesso tempo, immagina di avvertire la coscienza del soggetto mentre lavora, e di ricevere un feedback immediato sull’efficacia di quello che fa.
Naturalmente, anche lavorare con la foto di qualcuno può innescare lo stesso senso di connessione, se il guaritore conosce il soggetto o l’ha incontrato precedentemente, e, quindi, la guarigione può accadere anche così. Se la guarigione a distanza riguarda un soggetto che il guaritore non conosce, o con cui non ha un contatto diretto, può usare una foto per «trovare» la sua coscienza in modo da creare la guarigione. In realtà, se i dati in suo possesso sono il nome della persona e qualche informazione su di essa, questo può bastare a individuarne la coscienza e a produrre la guarigione. L’informazione può riguardare il sintomo, l’età o qualche attributo fisico.
Allora è come se il guaritore chiedesse alla Coscienza Universale di trovare un essere con quel nome e con quelle caratteristiche, e la Coscienza Universale rispondesse con l’«indirizzo» del soggetto. Il guaritore può chiedere alla persona che gli ha fornito il nome del soggetto, di descrivere altri suoi attributi, per essere certo di aver individuato quello giusto. Per esempio: «Questa persona ha i capelli rossi? Sì? Va bene, ora possiamo iniziare».

C’è un altro tipo di guarigione a distanza, usata da certi guaritori che hanno raggiunto un notevole livello di evoluzione, e quindi hanno una percezione piuttosto buona di ciò che sono. Si tratta della guarigione empatica, e il prerequisito necessario è che sappiate chi siete e cosa è vero per voi.

In questo tipo di guarigione, il guaritore si sente connesso con il soggetto con un senso di empatia e sperimenta quello che prova il soggetto come se si trattasse di lui. È come se fosse nel corpo e nella coscienza del soggetto, provando quello che prova lui.

Naturalmente, per sapere che la coscienza che sta sperimentando non è la sua il guaritore deve conoscere abbastanza bene la propria per sapere che ciò che sperimenta non è in relazione a tensioni presenti nella sua coscienza. Se si rende conto che l’esperienza che sta facendo non è la sua, può chiedersi e, quindi, riconoscere a chi appartiene la coscienza che sta «indossando». Per esempio, può notare che cammina o sta in piedi come il soggetto, o può riconoscere il viso del soggetto nel suo.

Sa che, se è connesso in questo modo con il soggetto, quando elimina il sintomo accusato dal soggetto, anch’egli ne avvertirà la scomparsa nella sua esperienza.

Analogamente può decidere che quando elimina la tensione dalla sua coscienza ed è presente la connessione, il soggetto sperimenterà contemporaneamente la stessa cosa.

Ovviamente, manteniamo la porta aperta ad altre forme di guarigione a distanza, come la guarigione con lo sguardo: in essa, il guaritore sceglie di vedere il soggetto nella sua interezza e di insistere nel mantenere questa percezione; allo stesso modo, la guarigione può avvenire con il semplice pensiero.

Man mano che approfondirete la conoscenza del mondo della guarigione, vi renderete conto che non vi sono limiti al modo in cui potete usare le vostre percezioni per riportare un’altra persona all’esperienza dell’interezza. Realizzerete anche che, quando siete in grado di modificare delle strutture biologiche con i pensieri, sarete capace di usare la vostra coscienza per cambiare qualsiasi cosa nel mondo fisico.

Vi diventeranno chiare altre dimensioni della guarigione. Sarete in grado di vedere delle situazioni che vi si presentano con lo scopo di consentirvi di compiere una guarigione, e saprete quale forma di guarigione è necessaria per quella situazione e come usarla.

E sarete capaci di farlo, indipendentemente da dove vi trovate sul globo terrestre.

Con un’esperienza sufficiente, che vi permetterà di avere fiducia nelle vostre impressioni soggettive (i mezzi che utilizzate nel corso della guarigione), quando praticherete la guarigione a distanza vi sentirete a vostro agio come se eseguiste la più semplice guarigione di contatto.

Tutto può essere guarito. Potete guarire tutto.

Martin-Brofman


Guarire con il Sistema Corpo Specchio-Martin-Brofman

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